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L’impatto del RGPD per i genealogisti

Pubblicato da Jean-Yves il 02 ago 2018
 

In seguito all’entrata in vigore del RGPD (Regolamento Generale Protezione Dati) il 25 maggio scorso, abbiamo chiesto ad uno studio di avvocati specialisti in materia di eseguire un audit sulle questioni inerenti alla gestione di dati personali.

E’ entrato in vigore il 25 maggio 2018, il Regolamente (UE) 2016/679 del Parlamente Europeo e del Consiglio dell’Europa del 27 aprile 2016 relativo alla protezione della persone fisiche, al trattamento dei dati personali ed alla loro libera circolazione, provocando una presa di coscienza del grande pubblico riguardo i dati personali.

Contrariamente a quando è stato talvolta dichiarato, questo regolamento europeo resta, riguardo la precedente legislazione francese (legge n° 78-17 del 6 gennaio 1978), un’evoluzione a diritto costante: non si tratta di una rivoluzione bensì di una continuazione ed una consacrazione di regole e principi conosciuti.

Una delle novità piu’ rilevanti è l’introduzione del principio di responsabilità (“accountability”) che implica la modifica delle pratiche di messa in conformità dei responsabili del trattamento dei dati di carattere personale : obblighi di autocontrollo hanno soppiantato le formalità preliminari e la responsabilità nei confronti dei subappaltatori di dati personali é rinforzata.

Anche i diritti dei singoli individui sono rinforzati, a livello di informazione preventiva, di prerogative di cui dispongono e della natura del loro consenso, ma i principi del trattamento rimangono pressoché immutati.

Posso mettere nel mio albero genealogico on-line informazioni di persone viventi ?

La definizione di informazione a carattere personale non è sostanzialmente modificata dal RGPD, poiché questo la definisce come segue : si tratta di ogni “informazione di una persona fisica identificata o identificabile”. Per persona fisica identificabile si intende “una persona fisica che puo’ essere identificata, direttamente o meno, con riferimento ad un elemento identificativo, come un nome, un numero di identificazione, delle informazioni di localizzazione, un identificativo on-line, uno o piu’ elementi specifici propri alla sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale”.

La questione della menzione di una persona vivente in un albero genealogico puo’ rivelarsi complessa nei confronti dell’attuale legislazione in materia di dati personale e dipende da vari fattori :

Se il trattamento è effettuato a fini prettamente personali e non è oggetto di alcuna diffusione (come un albero genealogico consultabile soltanto dal suo autore o dal suo cerchio familiare ristretto) non è sottomesso al RGPD.

Nelle altre ipotesi, occorre conformarsi al RGPD.

A questo proposito, le CGU di Geneanet chiariscono i fondamenti possibili per la menzione di una persona vivente in un albero genealogico.

Come fondamenti da prendere in considerazione, la ricerca storica o scientifica è il piu’ pertinente nella misura in cui la genealogia è una scienza storica, e la costituzione di un albero genealogico costituisce un lavoro di ricerca storica e scientifica.

Detto questo, il consenso della persona in questione rimane il fondamento piu’ sicuro rispetto al RGPD. Attenzione, per i minori di anni 16 (15 rispetto l’ultimo disegno di legge francese) il consenso deve essere ottenuto dalle persone che rivestono la patria potestà.

Puo’ Geneanet essere considerato responsabile di informazioni personali che i suoi membri depositano sul portale ?

Le responsabilità di Geneanet riguardo informazioni personali che i suoi membri depositano sul portale rimane inalterata, giacché si applica la legge n° 2004-575 del 21 giugno 2004 (legge francese sul diritto dell’Internet).

Dato che Geneanet si limita a mettere a disposizione uno spazio on-line che permette ai suoi membri di televersare documenti o dati genealogici, essa si considera struttura ospitante.
A questo titolo, Geneanet non è responsabile dei dati ospitati che se il carattere illegale (attenzione : illegale non significa contestato) gli è stato segnalato nelle forme previste dalla legge e che Geneanet non ha agito prontamente per cancellare questi dati o renderli inaccessibili.

E’ per questa ragione che le CGU prevedono esplicitamente le condizioni nelle quali possono essere esercitati i diritti di accesso, di rettifica, di cancellazione o di opposizione.

D’altra parte, i membri restano pienamente responsabili delle informazioni che depositano sul portale Geneanet.org, negli spazi messi a loro disposizione. Sono anche responsabili del trattamento che fanno di questi dati, come l’inserimento in un albero genealogico.

Quali sono i vostri diritti se constatate che delle informazioni personali figurano in un albero genealogico Geneanet ?

I diritti delle persone implicate sono stati rinforzati. Fra questi diritti citiamo :

– Il diritto di accesso che permette a chiunque di avere conoscenza di dati che lo riguardano e le condizioni di questo trattamento.
– Si aggiunge il diritto di portabilità, che consente alle persone implicate di ricevere i dati di carattere personale in un formato strutturato, correntemente utilizzato e leggibile.
– Il diritto di rettifica e limitazione permette di modificare o limitare i dati di carattere personale inesatti o non necessari al trattamento.
– Il diritto all’oblio, che già esisteva nella giurisprudenza francese, che permette a chiunque di ottenere dal responsabile del trattamento il ritiro, in tempi brevi, di propri dati personali. Ricordiamo che questo diritto è limitato quando il trattamento persegue fini di ricerca scientifica o storica come nel caso di ricerche genealogiche.
– Il diritto di opposizione, che permette a chiunque di opporsi in ogni momento per ragioni contingenti al trattamento di dati che lo riguardano.

Questi diritti devono essere esercitati presso il responsabile del trattamento che potrà esigere un controllo di identità.

Ad esempio, per quanto riguarda un albero genelogico, le richieste vanno indirizzate ai creatori degli alberi, e non a Geneanet che semplicemente ospita dei dati.

Del resto questi diritti non possono essere esercitati per conto terzi.

E per concludere, il RGPD si applica soltanto a persone viventi. A questo proposito, il Consiglio di Stato della Repubblica Francese ha recentemente ricordato che questi diritti non sono trasmissibili agli eredi. Questa decisione contraddice le disposizioni della recente legge per una Repubblica numerica del 7 ottobre 2016, il cui articolo 40-1 permette agli eredi, in assenza di disposizioni della persona defunta, di esercitare un diritto di accesso, se necessario per regolare la successione della stessa persona defunta, o un diritto di opposizione per procedere all’estinzione dei conti del defunto e opporsi al trattamento dei loro dati.

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